Skip to main content

Formaggio vaccino

Il formaggio vaccino è un prodotto di tradizione, nato dal latte di mucca e dalle mani attente di chi conosce ogni passo della sua trasformazione. La sua pasta prende forma tra gesti sapienti e tempi misurati, e durante la stagionatura sviluppa carattere e personalità: all’esterno si fa compatto e leggermente dorato, all’interno resta morbido e armonico, con un gusto dolce e lattico da giovane, che può evolvere in note più decise e sapide col passare dei mesi.

Al primo assaggio racconta il territorio da cui proviene, i pascoli, il sole e il lavoro paziente di chi cura il latte. È un formaggio essenziale, sincero, capace di accompagnare un piatto con discrezione o di farsi protagonista sulla tavola, con un equilibrio tra intensità e delicatezza che parla di tempo, natura e artigianalità.


Formati disponibili: –
Tabella nutrizionale

Ingredienti:

  • Latte vaccino fresco
  • Caglio
  • Siero innesto naturale
  • Sale

Come si prepara

La produzione del formaggio vaccino è un rituale di pazienza e precisione, dove latte, tempo e mani esperte si incontrano per dare vita a un prodotto unico.

Tutto inizia con il riscaldamento del latte a 72 °C, una soglia che ne stabilizza struttura e sapore. Subito dopo, il latte viene raffreddato a 37-38 °C e arricchito con il caglio. Si forma il coagulo, morbido e denso, pronto per il passo successivo: la sua rottura che libera il siero e prepara la cagliata alla lavorazione.

Il siero viene estratto e la cagliata viene modellata in fuscelli, prendendo già la forma che avrà in tavola. I fuscelli vengono rivoltati tre volte nell’arco di cinque ore a temperatura ambiente per compattare la pasta e sviluppare la giusta consistenza.

Di seguito i formaggi riposano per 15 ore, momento in cui la struttura interna si consolida e i sapori cominciano a delinearsi. Segue la salatura in salamoia per 12 ore, che regala sapidità e contribuisce alla conservazione.

Infine, i formaggi vengono depositati in cella di stagionatura a 10 °C, dove maturano per un periodo che può andare da 20 giorni fino a circa 6 mesi.

Come gustarla

  • A fette. Se il formaggio è giovane, racconta la dolcezza del latte; se stagionato, sviluppa note più intense
  • Con miele. La sapidità del formaggio incontra una dolcezza avvolgente, creando un equilibrio armonioso. Oppure con confetture per un contrasto tra profondità e freschezza
  • Grigliato su pane caldo o bruschette, quando il calore ammorbidisce la pasta e sprigiona profumi tostati e dorati
  • In abbinamento a salumi delicati, prosciutto crudo o capocollo, per un dialogo tra sapidità e morbidezza che evoca tavole conviviali, calde e generose